![]() |
|
|
LA VOLUTTA' D'ESSER FISCHIATI 1915 F.T. MARINETTI Fra tutte le forme letterarie, quella che può avere una portata futurista più immediata è certamente l'opera teatrale. Noi vogliamo quindi che l'Arte drammatica non continui ad essere ciò che è oggi: un meschino prodotto industriale sottoposto al mercato dei divertimenti dei piaceri cittadini, bisogna spazzar via tutti gl'immondi pregiudizi che schiacciano gli autori, gli attori ed il pubblico. 1.
Noi futuristi insegniamo anzitutto agli autori il disprezzo del pubblico
e specialmente il disprezzo del pubblico delle prime rappresentazioni,
del quale possiamo sintetizzare così la psicologia: rivalità
di cappelli e di toilettes femminili, - vanità del posto pagato
caro, che si trasforma in orgoglio intellettuale,- palchi e platea occupati
da uomini maturi e ricchi, dal cervello naturalmente sprezzante e dalla
digestione laboriosissima, che rende impossibile qualsiasi sforzo della
mente. 2. Noi insegniamo inoltre l'orrore del successo immediato che suol coronare le opere mediocri e banali. I lavori teatrali che afferrano direttamente, senza intermediari, senza spiegazioni, tutti gl'individui di un pubblico, sono opere più o meno ben costruite, ma assolutamente prive di novità e quindi di genialità creatrice. 3. Gli autori non devono avere altra preoccupazione che quella di un'assoluta originalità novatrice. Tutti i lavori drammatici che partono da un luogo comune o attingono da altre opere d'arte la concezione, la trama o una parte del loro svolgimento, sono assolutamente spregevoli. 4.
I leit-motivs dell'amore e il triangolo dell'adulterio, essendo già
stati troppo usati, devono essere assolutamente banditi dal teatro. 5. Poiché l'arte drammatica non può avere, come tutte le arti, altro scopo che quello di strappare l'anima del pubblico alla bassa realtà quotidiana e di esaltarla in una atmosfera abbagliante d'ebbrezza intellettuale, noi disprezziamo tutti quei lavori che vogliono soltanto commuovere e far piangere, mediante lo spettacolo inevitabilmente pietoso d'una madre a cui è morto il figlio, o quello di una ragazza che non può sposare il suo innamorato, o altre simili scipitaggini... 6.
Noi disprezziamo in arte, e più particolarmente nel teatro, tutte
le specie di ricostruzione storiche, sia che esse traggano interesse dalla
figura di un eroe o di una eroina illustre (Nerone, Giulio Cesare, Napoleone
o Francesca da Rimini), sia che si basino sulla suggestione esercitata
dalla sontuosità inutile dei costumi e degli scenari del passato. 7. L'arte drammatica non deve fare della fotografia psicologica, ma tendere invece ad una sintesi della vita nelle sue linee più tipiche e più significative. 8.
Non può esistere arte drammatica senza poesia, cioè senza
ebbrezza e senza sintesi. 9. Bisogna distruggere l'ossessione della ricchezza, fra i letterati, poiché l'avidità del guadagno ha spinto al teatro scrittori esclusivamente dotati delle qualità del critico o del cronista mondano. 10. Noi vogliamo sottoporre completamente gli attori all'autorità degli. scrittori, e strapparli alla dominazione del pubblico che li spinge fatalmente a ricercare l'effetto facile, allontanandoli da qualsiasi ricerca d'interpretazione profonda. Per questo, bisogna abolire l'abitudine grottesca degli applausi e dei fischi, che può servire di barometro all'eloquenza parlamentare, non certo al valore di un'opera d'arte. 11. Mentre aspettiamo quest'abolizione, noi insegniamo agli autori e agli attori la voluttà d'esser fischiati. Tutto
ciò che viene fischiato non è necessariamente bello o nuovo.Ma
tutto ciò che viene immediatamente applaudito, certo non è
superiore alla media delle intelligenze ed è quindi cosa mediocre,
banale, rivomitata o troppo ben digerita. |