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Tripoli
Italiana (Secondo Manifesto Politico)
11 Ottobre 1912
Filippo Tommaso Marinetti
Noi Futuristi, che da più di due anni glorifichiamo, tra i fischi
dei Podagrosi e dei Paralitici, l'amore del pericolo e della violenza,
il patriottismo e la guerra, sola igiene del mondo, siamo felici di vivere
finalmente questa grande ora futurista d'Italia, mentre agonizza l'immonda
genìa dei pacifisti, rintanati ormai nelle profonde cantine del
loro risibile palazzo dell'Aja.
Abbiamo recentemente cazzottato con piacere, nelle vie e nelle piazze,
i più febbricitanti avversarî della guerra, gridando loro
in faccia questi nostri saldi principi:
1. Siano concesse all'individuo e al popolo tutte le libertà, tranne
quella di essere vigliacco.
2. Sia proclamato che la parola Italia deve dominare sulla parola Libertà.
3. Sia cancellato il fastidioso ricordo della grandezza romana, con una
grandezza italiana cento volte maggiore.
L'Italia ha oggi per noi la forma e la potenza di una bella dreadnought
con la sua squadriglia di sole torpediniere. Orgogliosi di sentire uguale
al nostro il fervore bellicoso che anima tutto il Paese, incitiamo il
Governo italiano, divenuto finalmente futurista ad ingigantire tutte le
ambizioni nazionale, disprezzando le stupide accuse di pirateria e proclamando
la nascita del Panitalianismo.
Poeti, pittori, scultori e musici futuristi d'Italia! Finché duri
la guerra, lasciamo da parte i versi, i pennelli, gli scalpelli e le orchestre!
Sono cominciate le rosse vacanze del genio! Nulla possiamo ammirare, oggi,
se non le formidabili sinfonie degli shrapnels e le folli sculture che
la nostra ispirata artiglieria foggia nelle masse nemiche.
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