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CONTRO
LA SPAGNA PASSATISTA
1911
Marinetti
Ho
sognato d'un gran popolo: — certo del vostro, Spagnuoli!
L'ho visto avanzarsi, d'età in età, conquistando le montagne,
salendo sempre piú in alto, verso la grande luce che splende oltre
le cime inaccessibili.
Dall'alto dello Zenit, ho contemplato in sogno le vostre innumerevoli
navi ben cariche, formanti lunghi cortei di formiche sulla verde prateria
del mare, cosí da congiungere isole ad isole, come tanti formicai,
e indifferenti ai cicloni, pedate formidabili di un dio che voi non temete.
Quanto a voi, costruttori di città, soldati e bifolchi, camminavate
di un passo forte che faceva le strade, trascinando una lunga retroguardia
di donne, di fanciulli e di perfidi monaci.
E furono questi che vi tradirono, attirando sul vostro esercito in marcia
tutti i pesanti climi d'Africa, stregoni e lenoni aerei che complottano
nelle cupe gole della Sierra Nevada.
Mille brezze avvelenatrici spiavano il vostro passaggio; mille morbide
primavere dall'ali di vampiro vi assopirono voluttuosamente. Subito le
lupe della lussuria, urlarono in fondo ai boschi. Ai lenti soffi rosei
del crepuscolo, gli uomini schiacciarono sotto i baci le donne ignude
fra le loro braccia. Forse speravano essi di fare impazzire di gelosia
le stelle, inafferrabili, perdute lontano, nell'abisso delle notti!...
Oppure, la paura di morire li spingeva a ripetere senza fine i giuochi
della morte nei letti dell'amore! — Certo, le ultime fiamme dell'Inferno
che andava spegnendosi lambirono le loro schiene di maschi accaniti sui
bei sessi golosi...
E frattanto il vecchio sole cristiano moriva in un tumulto di nuvole striate
di sangue, che scoppiarono ad un tratto, per vomitare, rossa e ribollente,
la Rivoluzione francese, formidabile uragano di giustizia.
Nell'immensa inondazione di libertà, cancellate finalmente tutte
le strade dell'autorità, voi gridaste lungamente la vostra angoscia
ai monaci sornioni che facevan cauti la ronda intorno alle vostre ricchezze
ammucchiate.
Ed eccoli tutti chini su di voi, borbottando:
«Figliuoli, entrate, entrate con noi nella cattedrale di Dio!...
È antica, ma solida ancora! Entrate, pecorelle... Riparatevi in
questo ovile! Ascoltate le sante campane amorevoli, che fanno ondeggiare
i loro suoni come le Andaluse fanno ondeggiare i loro fianchi rotondi.
Noi abbiamo coperti di rose e di viole gli altari della Madonna. La penombra
delle cappelle è misteriosa come quella della camera nuziale. Le
fiamme dei nostri ceri sono simili ai garofani che ridono tra i denti
delle vostre languide femmine... Venite! Avrete amore, profumi, oro e
seta, e avrete anche delle canzoni, poiché la Vergine è
indulgente!...».
A queste parole, voi staccaste gli occhi dalle costellazioni indecifrabili,
e la vasta paura dei firmamenti vi spinse nei portici affamati della cattedrale,
sotto la voce liquefacente dell'organo, che vi spezzò completamente
le ginocchia.
Ed ora che vedo?... Nella notte impenetrabile, la cattedrale trema sotto
la rabbia di una pioggia scrosciante. Il terrore soffocante solleva a
stento, dovunque, giganteschi macigni di tenebre. L'uragano con una voce
desolata accompagna i gemiti lunghi dell'organo, e a quando a quando le
loro voci commiste si prolungano in un fracasso di ruina. Sono le mura
del chiostro che crollano!...
Spagnuoli! Spagnuoli! Che mai aspettate, cosí atterrati dallo spavento,
con la faccia al suolo nell'ammorbante fetore dell'incenso e dei fiori
fradici, in questa navata di cattedrale, arca immonda che non può
salvarvi dal diluvio, bestiame cristiano, né condurvi al cielo?...
Alzatevi! Arrampicatevi fino alle vostre vetrate ancora spalmate di mistica
luna, e contemplate lo spettacolo degli spettacoli!...
Ecco levarsi subitamente in un prodigio, piú alta che le sierras
di ebano, la sublime Elettricità, unica e divina madre dell'umanità
futura, l'Elettricità dal torso guizzante d'argento vivo, l'Elettricità
dalle mille braccia sfolgoranti e violette...
Ecco! Ecco!... Essa lancia da ogni parte le sue Folgori di diamante, giovani,
danzanti e nude, che corrono, per azzurre scale serpeggianti, all'assalto,
all'assalto della Cattedrale nera!
Sono piú di diecimila, palpitanti, affannate, che si scagliano
all'assalto sotto la pioggia, scavalcando i muri, cacciandosi dappertutto,
mordendo il ferro fumante delle grondaie e spezzando, con tuffi pazzeschi,
le madonne dipinte delle vetrate.
Ma voi tremate in ginocchio come alberi schiantati in un torrente... Alzatevi!...
I piú anziani si affrettino a sollevare sulle loro spalle la miglior
parte delle vostre ricchezze. Agli altri, ai piú giovani un compito
piú allegro!... Siete voi gli uomini di vent'anni? Sta bene: Ascoltatemi!...
Brandite un candelabro d'oro massiccio e servitevene come di una mazza
volteggiante, per fracassare il cranio ai monaci e ai sagrestani!...
Poltiglia sanguinosa, rossa imbottitura con cui tapperete i buchi della
vôlta e le vetrate infrante.
Una sanguinante armatura di diaconi e d'arcidiaconi, d'arcivescovi e di
cardinali, incastrati l'uno nell'altro, intrecciate le braccia e le gambe,
sosterrà le mura pieganti della navata!
Ma affrettatevi dunque, prima che le Folgori trionfanti si avventino su
di voi per punirvi della vostra colpa millenaria!...
Poiché voi siete colpevoli del delitto d'estasi e di sonno. Poiché
voi siete colpevoli di non aver voluto vivere e di avere assaporato la
morte a piccoli sorsi... Colpevoli di aver soffocato in voi lo spirito,
la volontà e l'orgoglio conquistatore, sotto tristi guanciali d'amore,
di nostalgia, di lussuria, e di preghiera!...
Ed ora sfondate i battenti della porta, che scricchiolano sui loro cardini
vivi!... La bella terra di Spagna è stesa davanti a voi, tutta
bruciata dalla sete e tutta pesta da un sole implacabile. Essa vi mostra
il suo ventre abbrustolito e disseccato... Correte, correte dunque a soccorrerla!...
Perché mai indugiate? Ah! un fossato vi arresta; il gran fossato
medioevale che difendeva la Cattedrale... Ebbene: colmatelo, vecchi, gettandovi
le ricchezze che vi opprimono la schiena!... Giú, giú tutto
insieme: quadri sacri, statue immortali, chitarre grondanti di chiaro
di luna, arnesi preferiti dagli avi, metalli e legni preziosi!... Il fossato
è troppo vasto, e non vi resta piú nulla per riempirlo?...
A voi, dunque! Sacrificatevi! Gettatevi giú alla vostra volta!...
I vostri vecchi corpi ammucchiati prepareranno la strada alla grande speranza
del mondo.
E voi, giovani, voi, coraggiosi, passate sopra!... Che c'è?...
Ancora un ostacolo? Ah! non è altro che un cimitero!... A galoppo!...
A galoppo!... Attraversatelo sgambettando come una banda di scolari in
baldoria!... Sconvolgete le erbe, le croci e le tombe!... Come rideranno
i vostri avi!... Rideranno di una gioia futurista, felice, follemente
felici di sentirsi calpestati da piedi piú possenti dei loro!...
Che cosa portate?... Delle zeppe?... Sbarazzatevene!... Esse non hanno
scavato altro che fosse mortuarie!...
Per sconvolgere la terra della vita inebriante, ne fucinerete delle altre,
fondendo l'oro e l'argento degli ex-voto!
Finalmente, finalmente, voi potete scatenare i vostri sguardi liberati
sotto il vasto garrire rivoluzionario delle bandiere dell'aurora!
I fiumi in libertà vi indicheranno la via!... I fiumi che snodano
alfine le loro verdi e seriche sciarpe di frescura sulla terra dalla quale
avete spazzate via le immondizie clericali!
Poiché, sappiatelo bene, Spagnuoli: il vecchio cielo cattolico
lasciando piover giú le sue ruine ha fecondato involontariamente
la siccità del vostro grande Altipiano centrale!
Per calmare la vostra sete durante la vostra marcia entusiastica mordetevi
fino al sangue le labbra, che vorrebbero ancora pregare, perché
imparino a comandar al Destino schiavo!... Camminate dritto!... Dovete
disabituare dalla terra le vostre ginocchia indolenzite poiché
ormai non le piegherete piú se non per schiacciare i vostri antichi
confessori, bizzarri inginocchiatoi!
Essi agonizzano — udite? — sotto questo crollare di pietre
e questi urti pesanti di frana che cadenzano i vostri passi... Ma guai
a voi se volgete la testa... La vecchia Cattedrale nera può ben
sprofondarsi, a poco a poco, con le sue vetrate mistiche e i suoi buchi
di vôlta debitamente otturati con la fetida poltiglia dei monaci
e dei sagrestani!
CONCLUSIONI FUTURISTE
Il progresso della Spagna contemporanea non potrà compiersi senza
la formulazione di una ricchezza agricola e di una ricchezza industriale.
Spagnuoli! Voi giungerete infallibilmente a questo risultato mediante
l'autonomia municipale, e regionale, divenuta indispensabile, e l'istruzione
popolare, alla quale il governo deve consacrare ogni anno i 60 milioni
di pesetas assorbiti dal culto e dal clero.
Bisogna per questo estirpare in modo totale, e non parziale, il clericalismo,
e distruggere il suo corollario, collaboratore e difensore: il Carlismo.
La monarchia abilmente difesa da Canalejas, sta facendo appunto ora questa
bella operazione chirurgica.
Se la monarchia non riesce a condurla a termine, se vi sarà, da
parte del primo ministro o dei suoi successori, debolezza o tradimento,
verrà la volta della repubblica radico-socialista, con Lerroux
e Iglesias, che, con mano rivoluzionaria, farà un taglio piú
profondo e forse definitivo nella carne avvelenata del paese.
Frattanto gli uomini politici, i letterati e gli artisti devono lavorare
energicamente, coi loro libri, i loro discorsi, le loro conferenze e i
loro giornali, a trasformare completamente l'intellettualità spagnuola.
1.) Essi devono, per giungere a questo, esaltare l'orgoglio nazionale
sotto tutte le sue forme.
2.) Difendere e sviluppare la dignità e la libertà individuali.
3.) Propagare e glorificare la scienza vittoriosa e il suo eroismo quotidiano.
4.) Dividere nettamente l'idea di patria, d'esercito potente e di guerra
possibile dall'idea di monarchia reazionaria e clericale.
5.) Fondere l'idea di patria, d'esercito potente e di guerra possibile
con l'idea di progresso e di proletariato libero. Educare patriotticamente
il proletariato.
6.) Trasformare senza distruggerle tutte le qualità essenziali
della razza spagnuola e cioè: l'amore del pericolo e della lotta,
il coraggio temerario, l'ispirazione artistica, la spavalderia arrogante
e la destrezza muscolare che aureolarono di gloria i vostri poeti, i vostri
cantori, i vostri danzatori, i vostri Don Giovanni, e i vostri matadores.
Tutte queste energie traboccanti possono essere canalizzate nei laboratori
e nelle officine, sulla terra, sul mare e in cielo, per le innumerevoli
conquiste della scienza.
7.) Combattere la tirannia dell'amore, l'ossessione della donna ideale,
gli alcool del sentimento e le monotone battaglie dell'adulterio, che
estenuano gli uomini di venticinque anni.
8.) Difendere la Spagna dal maggiore dei pericoli e dalla piú grave
delle epidemie intellettuali: il passatismo, cioè il culto metodico
e stupido del passato, l'immondo commercio delle nostalgie storiche.
Sappiate, sappiate, Spagnuoli, che la gloriosa Spagna d'un tempo non è
assolutamente nulla di fronte alla Spagna che le vostre mani futuriste
fabbricheranno un giorno.
Semplice problema di volontà che bisogna risolvere, spezzando brutalmente
il circolo vizioso di preti, di toreros, e di suonatori di serenate, nel
quale vivete ancora.
Vi lagnate nel vostro paese del fatto che i monelli delle vostre città
morte, possono liberamente lanciare dei sassi contro i preziosi merletti
di pietra dei vostri Alhambra e contro le vecchie vetrate inimitabili
delle vostre chiese!
Oh! via! date dei dolci a codesti monelli benefici poiché vi salvano
senza volerlo, dalla piú infame e perniciosa delle industrie: lo
sfruttamento degli stranieri.
Quanto ai turisti milionari, impotenti voyeurs stupefatti che fiutano
le tracce dei grandi uomini d'azione e si divertono talvolta a coprire
i loro fragili cranii con un vecchio elmo di guerriero, — disprezzateli
tutti, con la loro stupidaggine chiacchierona e col denaro con cui possono
arricchirvi! Impedite loro di venire a visitare la vostra Spagna, come
vengono a visitare Roma, Venezia, Firenze, ideali cimiteri!...
So bene che c'è chi si sforza di allucinarvi coi guadagni enormi
che potrebbe darvi il commercio sapiente del vostro glorioso passato...
Sputatevi sopra, e voltate la testa!...
Voi siete degni, Spagnuoli, di essere dei lavoratori eroici non già
dei ciceroni, dei lenoni, dei pittori copisti, dei restauratori di vecchi
quadri, degli archeologi pedanti e dei fabbricanti di falsi capolavori.
Guardatevi dall'attirare sulla Spagna le grottesche carovane di ricconi
cosmopoliti, che portano a spasso il loro snobismo ignorante, la loro
stupidità inquieta, la loro sete morbosa di nostalgia e i loro
sessi restii, invece d'impiegare le loro ultime forze e le loro ricchezze
alla costruzione del Futuro!...
I vostri alberghi sono pessimi, le vostre cattedrali ruinano... Tanto
meglio! tanto meglio! Rallegratevene! Rallegratevene! Avete bisogno di
grandi porti commercianti, di città industriali, di campagne ubertose
irrigate dai vostri grandi fiumi ancora inoperosi.
Voi non ambite, che io sappia, di fare della Spagna una Spagna di Baedecker,
stazione climatica di primo ordine: mille musei, centomila panorami e
rovine illustri a volontà!
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